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I centri storici del Salento sono lo specchi della commistione
di culture; attraverso la loro visita si comprende quanto questi
luoghi abbiano acquisito, in termini artistici ed
architettonici; dalle culture del mediterraneo e dell'oriente.
Basti pensare infatti alle case basse, dipinte di bianco e con i
tetti piani che convogliano le acque piovane nell'annessa
cisterna, come nella vicina Grecia; oppure le case a corte ossia
serie di abitazioni raccolte intorno ad un unico cortile che
faceva da ingresso a tutte come nella cultura araba. Di seguito
l'indicazione degli elementi architettonici dell'architettura
civile del salento con una loro descrizione:
- Palazzi Nobiliari e Palazzotti:
sono sostanzialmente due tipologie di costruzioni che si
differenziano oltre che per la dimensione anche per il fatto che
mentre i palazzi hanno due o tre piani, il palazzotto è
solitamente costituito da due piani. Sia l'uno sia l'altro
dispongono di un grande portone centrale d'ingresso che porta
solitamente in una corte interna (nei più grandi un cortile
scoperto sul quale si affacciano le stanze dei diversi livelli
che funge anche da pozzo luce). I Palazzi nobiliari naturalmente
sono facilmente distinguibili dalle dimensioni, dai balconi più
addobbati e scolpiti, solitamente traboccanti di gerani
colorati; espongono lo stemma della casata o della famiglia sul
portale scolpito in pietra leccese; I palazzotti sono più
semplici e solitamente privi di stemmi, perchè fatti costruire
da famiglie borghesi, sicuramente benestanti ma non nobili.
- Case a Corte: pur presentando
alcune analogie con altre tipologie di costruzioni simili in
Italia, la Casa a Corte è una peculiarità dell’architettura
civile salentina.
Esse sono un insieme di abitazioni di solito con uno o al
massimo due ambienti, intorno ad una corte o cortile comune
spesso con al centro un pozzo condiviso e un aria adibita
all'allevamento degli animali da cortile come polli galline
anatre ecc.
Altra caratteristica che contraddistingue le case a corte del
Salento è quella di avere come ingresso dalla strada alla corte
un arco o portale o più semplicemente un muretto a secco che
delimita il cortile con la sua attività dalla strada.
Il cortile è stato per secoli quindi una condizione sociale,
infatti i bambini giocavano nel cortile e venivano a contatto
con gli altri; Inoltre il cortile o la corte (curte) era spesso
utilizzata dalle famiglie come deposito per carri ed attrezzi da
lavoro oltre che da granai e ripostigli per conservare il
tabacco e i frutti della terra.
- Volte a Stella, a squadro, a Crociera e
a Botte: un’altra peculiarità dell’edilizia civile
salentina sono le caratteristiche volte che coprono le
abitazioni più antiche. Esse sono il frutto di una tecnica
costruttiva sviluppatasi ed affinatasi nel corso dei secoli in
questo territorio. La funzione di queste volte è quella di
sostituire le vecchie tipologie di copertura come le tegole che
non rispondevano alle peculiarità ambientali del territorio. La
copertura con questo tipo di volte garantisce infatti oltre
all'aspetto estetico di grande rilievo, anche un ottimo
isolamento termico che consente di avere ambienti caldi ed
isolati durante l'inverno e ambienti freschi e asciutti durante
il periodo estivo. Altra caratteristica da no sottovalutare era
la possibilità con queste coperture di disporre di un'ampia e
solida superficie solare da utilizzare per per essiccare fichi
pomodori ed altro, oltre che raccogliere le acque piovane
durante il periodo invernale facendole confluire nelle annesse
cisterne.
Un fattore che ha poi determinato uno sviluppo capillare di
questa tipologia di coperture è stato sicuramente la presenza e
la duttilità di pietre locali come il tufo di
Cutrofiano, il
Carparo (madre grazia) e la pietra leccese, che ben si
prestavano alla lavorazione e al modellamento di conci da
utilizzare ed incastrare al meglio dando come risultato un
aspetto scenografico e visivo di grande gusto oltre che di
sicura robustezza e stabilità grazie allo speciale studio di
scarico dei pesi.
Le differenze tra questi tipi di volte sono quindi le tecniche
di chiusura della volta; nello specifico possiamo dire che:
Le Volte a Botte
(sicuramente la tipologia più antica) sono molto semplici e
usano il sistema di scarico dei pesi della cupola sui due muri
laterali (muraje) solitamente molto spessi (oltre 1 mt) per
reggere le spinte;
Le Volte a Stella sono le
più complesse da realizzare perchè giocano su in sistema
interconnesso di spinte che si intreccia nella costruzione
mattone dopo mattone. A differenza della volta a botte la volta
a stella a 4 punti di appoggio e quindi spinta dati dalle
colonne posti ai vertici (angoli) dell'ambiente coperto (per
intenderci se l'ambiente coperto è un quadrato, le colonne
stanno agli angoli). Stella perchè la copertura prende la forma
di una stella;
Le Volte a Crociera e a Squadro
sono le più recenti, infatti risalgono quasi tutte a circa 150
anni. Le prime sono sostanzialmente date dall'intreccio di due
volte a botte, mente le seconde si distinguono per avere la
punta a coda di rondine. Entrambi hanno lo scarico dei pesi sui
quattro muri laterali.
- Il Mignano: è un elemento
architettonico tipico dell’edilizia civile e domestica del
Salento che si presenta come un palco di pietra sul quale si può
camminare e che si affaccia sia sulla corte interna, sia sulla
pubblica strada. Il mignano poteva essere poi decorato oltre che
con piante e fiori anche con sculture e bassorilievi da parte
dei più facoltosi; esso serviva a far prendere parte alle
manifestazioni religiose alle donne che in passato non potevano
sostare sugli usci e lungo le strade. Esse potevano dunque
passeggiare o stando semplicemente sedute sul mignano e
partecipare in modo discreto ai riti religiosi e alle
processioni funebri. Esso per i giorni di festa veniva addobbato
con le lenzuola più belle e i drappi colorati che servivano ad
omaggiare il santo patrono in processione .
- Case a Cannizzi: nel Salento
erano molto diffusi anche i tetti a cannizzu ossia coperture in
travi di legno, con uno strato spesso di canne affiancate
ricoperte poi da uno strato di argilla ricoperto a sua volta da
tegole (irmici).
Visite Consigliate
MUSEO
PROVINCIALE “SIGISMONDO CASTROMEDIANO”
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