|
L'esistente cappella di Mater Domini, (un tempo Santa
Maria d'Idria), con resti di affreschi, testimonia la
presenza del rito greco a Bagnolo.
Nel 1190, l'allora casale Balneoli, fu assegnato dal re
normanno Tancredi d'Altavilla a Ruggero Montefusco per
aver contribuito alla liberazione dei suoi familiari
(madre, moglie Sibilla e figlio Ruggero) esiliati in
Grecia da Ruggero II.
Bagnolo successivamente fu feudo dei Castruccio 1332,
poi passò ai Costello e agli Orsini del Balzo. Nel 1400
il centro passa a Maria d'Enghien, contessa di Lecce,
moglie di Raimondello Orsini del Balzo principe di
Taranto) che, nel 1429, la cede per 300 once,
all'ospedale di Santa Caterina della Terra di San Pietro
in Galatina, fondato dal marito e amministratore dei
frati minori Francescani. Da allora Bagnolo seguì i
destini dell'Istituto Cateriniano fino alla soppressione
della feudalità (1806) e alla soppressione, nel 1807,
dell'attività dei frati Olivetani, subentrati nel 1507
ai minori nella gestione ospedaliera.
Zucari (cordai) sono chiamati gli abitanti di Bagnolo
facendo riferimento alla più importante e antica
attività artigianale del paese. Nei tempi passati,
infatti, non c'era 'zuca in tutto il Salento che non
fosse stata prodotta dalle abili mani dei bagnolesi. Il
procedimento per fare le corde, non era facile e
richiedeva abilità ed esperienza. Gli artigiani
utilizzavano paglia di palude (pilieddhi) che vegetava
soprattutto lungo le rive dei laghi Alimini; questa
veniva raccolta, ammassata e battuta con la mazzuola
(grande martello quasi sempre in legno) perché assumesse
l'elasticità e la flessibilità necessaria ed
indispensabile per favorire l'intreccio. L'intreccio si
eseguiva utilizzando un rudimentale arnese formato da
una ruota fissata ad un supporto e munita di una
manovella centrale che serviva per trasmettere il
movimento di rotazione alla corda; l'artigiano,
uniformandosi al movimento, lavorando con i palmi delle
mani, aggiungeva continuamente fili di paglia in modo da
allungare sempre di più la 'zuca e contemporaneamente
per tenere sempre in tensione la corda era costretto a
camminare all'indietro.
Quando questa attività, per le mutate condizioni di vita
e per l'avvento del nylon, smise di essere remunerativa,
gli zucari, attaccati alla tradizione cercarono di
mantenerla in vita andando incontro, per la non
remunerabilità dell'operazione ad inevitabili disastri
economici: in ossequio a questa loro testardaggine,
nacque il detto diventato famoso in tutto il Salento
"Vai te retu a retu comu gli 'zucari" (vai di dietro in
dietro come i cordai).
|
|
Il
territorio del comune di Bagnolo del Salento si estende
per 6 km² nel versante orientale della provincia, è
nettamente pianeggiante con qualche modestissima altura.
Si tratta di un centro agricolo del Salento meridionale,
situato nell’ondulato altipiano a N.E. di Maglie in
prossimità del gradino occidentale della Serra di Monte
Vergine.
|
|
GREEN GARDEN
Via Giuseppe Verdi, 7/9, 73020 - Bagnolo del Salento
Tel.: 0836 318956
EXEDRA
Via Mater Domini, 4, 73020 - Bagnolo del Salento
Tel.: 3384749914
|